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Il telescopio apocromatico, Fabio email Autore URL Autore

Il telescopio apocromatico
.: Data Pubblicazione 03-Gen-2006 :: Letture:: 1088 :: Recensione :: Stampa solo questa pagina :: Stampa pagina con tutte le sottopagine:.
I telescopi astronomici possono avere molte configurazioni: con sole lenti, con soli specchi, oppure di tipo misto.
I telescopi con sole lenti sono detti rifrattori, perchè l'immagine prima di arrivare al punto di fuoco viene rifratta dalle lenti.
I telescopi con specchi o con configurazioni miste offrono delle buone prestazioni e soprattutto sono disponibili a costi relativamente economici per i grandi diametri: per es. con circa mille Euro possiamo acquistare un telescopio Newton con un diametro di 20 cm.
Lo stesso prezzo non è sufficiente per acquistare un rifrattore da 15 cm
Per diametri superiori è molto difficile trovare in commercio telescopi rifrattori che hanno poi lo svantaggio di un peso e ingombri notevoli che ne impediscono la trasportabilità.
Per chi invece non vuole trasportare oggetti ingombranti o pesanti la scelta è quasi obbligata: un telescopio rifrattore apocromatico.
Il sacrificio di non avere un diametro generoso del telescopio a disposizione è quello di non poter ingrandire l'immagine oltre un certo valore (circa 200x per i pianeti) e quello di non poter vedere gli oggetti più deboli.
Per gli ingrandimenti ho notato che oltre certi valori cè bisogno di un treppiede e montatura molto solidi ed anche lo stazionamento del telescopio per compensare il moto terrestre diventa critico.
Purtoppo l'elevato inquinamento luminoso presente non solo in città, ma spesso anche fuori, per via dei lampioni stradali che proiettano luce inutile verso l'alto. ho avuto pochissime oppurtunità di vedere la Via Lattea e quindi oggetti che valesse la pena di oservare con uno strumento ad alta luminosità.
Per la visulaizzazione degli oggetti deboli uso un binocolo gigante che quando è predisposto per 25 ingrandimenti ha una luminosità assai elevata, tanto che per vedere il fondo del cielo completamente scuro bisogna cercare località veramente isolate.
Per gli altri usi ho scelto invece un telescopio apocromatico da 70mm che è leggero e di dimensioni ridotte: l'unico difetto di questo strumento è il costo che supera i 1000 Euro.
le caratteristiche sono:
Telescopio Rifrattore Vixen FL70S apocromatico alla fluorite. Diametro obiettivo 70mm, lunghezza focale 560mm (f8).
Gli accessori a corredo sono: cannochiale cercatore da 6x da 30mmm e riduttore di focale per ottenere il fuoco di 392mm e quindi f5,6: per la verità il cercatore non è di grande qualità e non consente la messa fuoco, ma questi non sono gravi difetti perchè il cercatore viene utilizzato solo per inquadrare gli oggetti.
Con questo telescopio le immagini dei pianeti e delle stelle doppie sono di grande qualità, senza distorsioni geometriche o cromatiche.
Queste caratterisitiche consentono di separare stelle doppie al limite delle capacità di risoluzione dello strumento e di osservare particolari dei pianeti con molti dettagli anche nelle zone ad alto contrasto.

In occasione della grande opposizione di Marte in Settembre del 2003 ho ripreso il pianeta dalla finestra del mio studio, applicando al telescopio due moltiplicatori di focale Barlow: uno apocromatico e l'altro acromatico per un fattore di 4x ed una webcam Vesta Pro per una lunghezza focale equivalente di oltre 13 metri ed un ingrandimento di quasi 269x.
E' da notare che il negoziante mi aveva consigliato di utilizzare al massimo un ingandimento di 210x, pari a tre volte l'aperura del telescopio (di 70mm).
Ovviamente da una finestra di casa la turbolenza dell'aria calda che sale dalla strada, dalle pareti e dai tetti degli edifici si fa molto sentire agli alti ingrandimenti con l'effetto di immagini tremolanti e talvolta addirittura che saltellano, infine Marte non è un soggetto semplice da riprendere per il basso contrasto della sua superficie.
Nonostante questi fattori negativi sono riuscito a fare alcune riprese soddisfacenti, nelle quali sono visibili alcuni dettagli di Marte. Cliccando sull'immagine è visibile il fimato mentre dalla foto possono essere fatte alcune considerazioni tecniche sulla attrezzatura e sul pianeta.
La colorazione azzurrina sulla parte alta del pianeta e quella arancione nella zona bassa sono aberrazioni cromatiche, probabilmente dovute alla Barlow non apocromatica.
Più volte durante le osservazioni notturne i partecipanti hanno scambiato queste colorazioni per particolari del pianeta ... :-)
Vale le pena di esaminare alcuni particolari di Marte visibili nell'immagine.
Il piccolo disco bianco in basso è la calotta polare Nord del pianeta; nell'immagine è invece verso Sud per via dell'effetto del telescopio.
Si pensa che su Marte possa ancora esistere acqua allo stato ghiacciato sotto la superficie; se sarà trovata, il quarto pianeta del Sistema Solare diventerà sicuramente obiettivo di indagini più approfondindite per trovare tracce della probabile vita passata e per i futuri sbarchi e colonie umane.
Le ampie zone scure, dette mari, sono dovute a rocce vulcaniche di tipo basaltico, simili a quelle terrestri, mentre le zone chiare sono dovute alle polveri a grana fine.
La caratterisitica di Marte è che le zone chiare e scure possono cambiare spesso di forma e dimensioni per le violente tempeste di sabbia che tempestano spesso il pianeta.

Tutto questo è alla portata di uno strumento lungo poco più di mezzo metro e del peso di soli 2,4Kg. !!!
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