SENTIERO VERDE

LA FESTA DELLA PRIMAVERA 2005

Nel Riserva Naturale Valle dell'Aniene

Il contributo della mia esperienza con l'iniziativa del 20 Marzo 2005

Come ogni anno la Festa della Primavera organizzata dall'associazione Sentiero Verde ha avuto un grande successo di partecipazione.

Questa festa è organizzata nelle immediate vicinanze della città, o come quest'anno all'interno del Grande Raccordo Anulare. 

Il motivo di questa scelta è di fare conoscere il più possibile la situazione particolarmente delicata nella quale si trovano molte aree, nelle vicinanze di Roma ed al suo interno, di particolare valore sia ambientale che culturale.

L'iniziativa è stata suddivisa in due tempi: una passeggiata lungo il corso del fiume Aniene da Ponte Mammolo a Ponte Nomentano e ritorno ed una grigliata in compagnia presso il Casale della Cervelletta.

La passeggiata a piedi è stata condotta dal Prof. Pietro Pieralice presidente di Sentiero Verde che, oltre a condurre il gruppo composto da oltre partecipanti, ha illustrato i principali elementi di interesse lungo il percorso.

Dopo aver lasciato le auto in prossimità del luogo dell'appuntamento di fronte al Capolinea della Metro B abbiamo attraversato la Via Tiburtina e Via di Casal dei Pazzi per scendere verso il corso del fiume dopo aver percorso un breve tratto della sopraelevazione della Via Tiburtina in direzione Roma Centro.

La prima parte del percorso consiste in un viottolo delimitato dal lato destro dalla scarpata creata dal fiume Aniene e dal lato sinistro da una lunga serie di recinti realizzati approssimativamente che segnano i confini dei vari orti sul corso del fiume.

In questo tratto il fiume non è visibile perché coperto dalla vegetazione abbondante cresciuta sulle recinzioni che senza soluzione di continuità costeggiano l'Aniene per varie centinai di metri.

E' molto diffusa l'edera sulle recinzioni, il rovo ed il sambuco alto fino a 5 metri. L'ambiente è piuttosto fresco proprio per l'abbondante vegetazione, per l'ambiente piuttosto chiuso e dalla vicina presenza del fiume.

Usciti da questa zona si è presentato di fronte a noi una grande area verde allestita a parco ed in buona parte solcata dai segni di non lontane arature. Un grande cartello in legno con una scritta "Riserva Naturale Valle dell'Aniene" resa quasi illeggibile dal tempo ci segnala che questa area è parte integrante della Riserva.

Finalmente appare sulla nostra sinistra il corso del fiume, anche se non è certo piacevole la visione di numerosi pezzi di plastica rimasti appesi ai rami degli alberi nel corso delle ultime piene dell'Aniene.

L'altezza alla quale si trovano questi detriti, vari metri sopra l'attuale livello del fiume, ci lascia immaginare quale possa essere la potenza scatenata da questo corso d'acqua quando è in piena, la zona nella quale ci troviamo è una valle alluvionale che è stata sicuramente inondata più volte nel corso degli ultimi anni.

Il pensiero va a quegli insediamenti, orti ma anche casupole, che si trovano nelle immediate vicinanze dell'Aniene. Il rischio che corrono è veramente molto forte e si spera che possano essere spostati altrove anche per seri motivi di degrado ambientale e per una migliore fruibilità turistica della Riserva.

Dopo aver costeggiato il fiume ed osservato alcuni Germani reali attraversare rapidamente il fiume, ci siamo spostati sulla destra avvicinandoci alla nuova zona abitata di Ponte Mammolo per osservare i resti di una Villa Romana presso Via Michelangelo Tilli.

La villa è stata costruita da una famiglia patrizia in epoca repubblicana, con elementi di età imperiale ed è stata utilizzata e frequentata fino al IV secolo d.c.

Purtroppo i lavori edilizi del Piano di zona Casal de' Pazzi-Rebbibbia e l'apertura di Via M. Tilli hanno distrutto alcune strutture della villa, tra le quali in parte le opere idrauliche costruite per l'impianto agricolo collegato alla villa.

Attualmente, alla sommità di una piccola sopraelevazione, sono visibili alcune fondazioni di epoca tardo repubblicana, realizzate con grandi blocchi di tufo in opera quadrata.

 

               

La Villa Romana presso Via Michelangelo Tilli

 

In questa zona l'area verde libera sul lato destro del fiume si restringe sensibilmente per riaprirsi di nuovo poche centinaia di metri più avanti.

Di fronte a noi appare un canale che risale il corso dell'Aniene per entrare in una condotta che porta a degli impianti di risalita delle acque fluviali. Qui l'odore di sostanze organiche è piuttosto intenso: probabilmente è dovuto alla azione di decantazione dell'impianto.

Dopo aver attraversato il canale passando per un ponte costruito nella zona dove le acque sono incanalate, a breve distanza si intravede una costruzione idraulica delimitata da un'area con una cancellata.

Si tratta di un'altro impianto per la risalita delle acque e sono visibili due grandi elicoidi che ruotando lentamente trascinano le acque nella zona più alta.

Da questo punto ci si allontana dal corso del fiume, si supera una piccola scarpata per uscire dall'area del parco sotto ai primi edifici del quartiere Monte Sacro.

Le case sono costruite sopra una ripida scarpata di tufo, abbondante in questa zona a testimoniare i resti di una notevole attività del Vulcano Laziale, estinta varie decine di migliaia di anni fa.

L'uscita dal Parco è breve e rapidamente si rientra nella zona verde scendendo per un piccolo sentiero in discesa. 

Qui la vegetazione, composta prevalentemente da alberi di Alloro e Biancospino, si chiude quasi completamente in una galleria verde con una atmosfera da foresta pluviale, confermata anche dalla notevole differenza di temperatura rispetto all'esterno.

Al termine della discesa sulla nostra sinistra riappare il fiume e più avanti è possibile vedere anche l'altra parte del suo corso con il canale che avevamo attraversato in precedenza.

In questa zona l'Aniene torna a scorrere per un breve tratto di due-trecento metri nella direzione sud-est di provenienza creando un'ansa veramente stretta.

Si risale per un breve tratto aperto ed in salita per entrare nella città in vicinanza di Viale Gottardo dove troviamo sulla destra un edificio con una grossa insegna della Polizia e sulla sinistra  in un'area aperta fino al corso del fiume, gli stabilimenti del Poligrafico dello Stato.

Proseguendo su Via Gottardo per voltare a sinistra per Via di Monte Sacro dove troviamo l'omonimo Parco su una collina dove nel lontano 494 a.C avvenne un episodio fondamentale della storia di Roma.

Secondo lo storico Tito Livo un uomo di origine plebea diventato console dl nome Menenio Agrippa, forse realmente vissuto o forse creato dalla fantasia dello storico roamno, pronunciò un celebre discorso pronunciato proprio sul Monte Sacro, dove si erano radunati i soldati ed i plebei secessionisti che si erano allontanati dalla città e si rifiutavano di difendere gli interessi e di lavorare per coloro che li avevano ridotti in schivitù.

Con questo discorso che consisteva nella una metafora dello stomaco (i plebei) che si era ribellato al corpo (lo stato) che sembrava sfruttarlo e nel citare l'ovvia conseguenza che senza lo stomaco tutto il corpo muore, Menenio Agrippa promise anche che i loro diritti sarebbero stati tutelati da un organismo che poteva sia bloccare qualsiasi provvedimento violasse questi diritti sia di consentire l'uccisione da parte del popolo di chiunque avesse procurato la morte di un plebeo.

L'organismo entrò in vigore proprio nel 494 a.c con l'istituzione dei tribuni della plebe, eletti dal popolo ed in carica per circa un anno e restò in vigore sino alla fondazione dell'impero per opera di Augusto nel 30 a.c.

Ai confini del Parco si gira volta sulla sinistra per risalire un tratto della vecchia Via Nomentana e si intravede in lontananza tra gli alberi un breve tratto con traffico di autoveicoli ed autobus della nuova strada chiamata appunto Via Nomentana Nuova. Questa strada ed il ponte Tazio che attraversa il Tevere furono costruiti intorno al 1922 per realizzare il quartiere denominato città giardino.

Ma poco più avanti lungo la Via Nomentana appaiono le merlature del vecchio Ponte Nomentano. Si tratta del ponte romano in migliore stato di conservazione del basso corso dell'Aniene.

 

 

L'ingresso di Ponte Nomentano sul lato a monte dell'Aniene

 

La prima costruzione del Ponte Nomentano risale in un periodo compreso tra il II° ed il I° secolo a.c. La sua realizzazione era necessaria per consentire agli uomini ed alle merci di oltrepassare il fiume ai piedi della collina del monte Sacro.

Questo ponte, assieme a Ponte Mammolo ed al Ponte Salario furono abbattuti da dalle truppe di Totila nel 549 d.c. 

Quasi certamente nel periodo di Giustiniano la percorribilità del Ponte Nomentano fu ripristinata e le successive modifiche risalgono ad epoche successive in epoca medievale, nel rinascimento, fino all'epoca moderna.

Il ponte fu fortificato nel periodo del papa Adriano I, mentre merlature risalgono all'epoca di Niccolò V, del quale si conserva ancora lo stemma sul lato a valle del Ponte.

Dopo molti anni di degrado e dopo il rischio del collasso completo, il Ponte è stato restaurato, ricostruendo le strutture medieovali mancanti e chiuso definitivamente al traffico automobilistico. Attualmente è comodamente visitabile in tutte le sue parti esterne ed interne.

 

Galleria delle foto di Ponte Nomentano

 

A questo punto vista l'ora siamo tornati verso il punto di partenza della passeggiata compiendo una deviazione per visitare il Parco di Aguzzano, realizzato anche grazie all'intervento durato vari anni da parte di Pietro Pieralice ed Antonio Citti, fondatori di Sentiero Verde.

 

Arrivati presso il Casale della Cervelletta che si trova all'interno del Parco della Valle dell'Aniene sulla Via di Tor Cervara in prossimità del Ponte che oltrepassa la A24 Roma-L'Aquila, l'odore del cibo cotto sulla brace ha risvegliato il nostro appetito sollecitato dalla passeggiata.

                       

         La fila per il pranzo                                  Due Chef di Sentiero Verde (foto di Pippo Moccaldi)

Dopo aver terminato il pranzo preparato dai alcuni accompagnatori volontari di Sentiero Verde, è iniziata una visita guidata da Mimmo Pietrangeli, uno dei soci più attivi dell'associazione Insieme per l'Aniene.

Insieme per l'Aniene nasce fondendo varie associazioni formate dai cittadini più sensibili dei quartieri lungo il tratto urbano dell'Aniene e gestisce dal 1999 i servizi di un'area di oltre 600 ettari della Riserva Naturale Valle dell'Aniene.

La visita è iniziata uscindo dalla corte del casale per scendere in una zona vicina dove si trovano alcune strutture collegate alle attività agricole ed utilizzate dal XIII° secolo fino all'abbandono circa 40 anni fa.

Particolarmente interessante è il grande locale della cantina, realizzato scavando il tufo ed il locale sottostante dove venivano uccisi gli animali utilizzati per l'alimentazione. La temperatura all'interno dei locali è decisamente più bassa rispetto alla zona esterna, ideale per produzione del vini e la conservazione degli alimenti.

 

Usciti dalle cantine, sulla destra si notano alcuni grandi blocchi di basalto utilizzati per realizzare un muro di contenimento, ma con le tracce dell'usura del passaggio di innumerevoli carri.

La visita è continuata all'interno del Casale per visitare gli ambienti più importanti dal punto di vista storico: un grande locale dove vennero sviluppate le prime cure sperimentali a base di chinino per debellare la malaria ed il salone dei ricevimenti restaurato parzialmente che ha ospitato recentemente anche un concerto di musica classica.

Dopo una breve visita alla zona elle cucine abbiamo potuto osservare l'ingresso della grande torre del XIII° secolo attorno alle quale si è sviluppato successivamente il Casale della Cervelletta. Verso la sommità della Torre sono visibili delle strutture in marmo che servivano per sostenere delle torce. Le torce accese durante la notte consentivano la comunicazioni tra le varie torri disposte nei punti strategici per il controllo delle vie di accesso a Roma.

Attualmente la torre è usata come ricovero da alcuni gheppi, uno dei quali è visibile in una delle altre foto della Cervelletta.

 

         La torre della Cervelletta

 

L'ultima parte della visita è stata dedicata alle grandi stalle che occupano il livello al piano terra del Casale.  Al centro delle stalle sono visibili i binari utilizzati per rimuovere il letame prodotto dagli animali da allevamento ed ai lati le lunga mangiatoia per tutto il tratto delle pareti ed un grande foro nel soffitto nella zona centrale. Da questo foro veniva immesso dall'alto il fieno per la alimentazione degli animali.

 

Le altre foto della Cervelletta

        


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