... La pagina su Oriolo e la sua Mola  ....

 

CENNI STORICI SU ORIOLO

"... Giorgio Santa Croce, figlio di Onofrio, quinto Signore di Viano disboscò la selva di Manziana, avendovi condotti i coloni nell'anno 1562; rese più comoda la Via Cassia, dotò di mura il paese di Oriolo, innalzò dalle fondamenta la chiesa di San Giorgio e questo palazzo nell'anno 1585

Tale sviluppo è da porre in relazione con il notevole incremento edilizio e del benessere che si verifica nella seconda metà del XVI secolo. Una serie di cause economico-politiche favorisce infatti il rilancio della campagna sia come luogo di insediamento industriale che come possibilità di investimento finanziario.

Giorgio Santa Croce opera in questo contesto desiderando dar vita ad un modello di comunità ben organizzata a livello legislativo, economico, urbanistico. Intenzioni che concorrono a determinare l'assetto urbano ed edilizio di Oriolo Romano e la sua organizzazione generale; caratteri rimasti pressoché costanti nel corso del progressivo sviluppo storico.

Nel 1606 il feudo comprendente Oriolo passa agli Orsini che nel 1671 lo cedono alla principesca famiglia di Papa Clemente X Altieri; questa, che prosegue nell'opera di ampliamento e di sviluppo, ne mantiene la signoria fino al 1922.


Il percorso della Passeggiata

INFORMAZIONI UTILI

Oriolo si trova subito dopo Manziana, arrivando da Roma proseguendo sulla Braccianese Claudia dopo Bracciano.
Inizio percorso dal piazzale sotto Palazzo Altieri di Oriolo fino alla antica Mola, passando per la campagna e lungo il torrente Biscione.

  • Durata prevista del percorso: 5 ore. Lunghezza del percorso circa 10Km.

  • Attrezzatura: scarpe da escursione, copricapo, giacca impermeabile e pranzo al sacco, acqua per un giorno. Difficoltà: Medio-Facile (TE).

  • Appuntamento ore 8.00 Capolinea Metro B Rebibbia.

  • Secondo appuntamento (da confermare) ore 9.30 davanti al Centro Informazioni del Parco a Monterano.


                        La Mola di Oriolo                                                                   Gli Escursionisti

Accompagnatori: Anna Pigliautile e Fabio Piferi, Tel.2002506.

 

 

CENNI SULLA GEOMORFOLOGIA DELLA ZONA

I fenomeni vulcanici che hanno dato origine alla attuale configurazione morfologica del territorio di Manziana-Canale Monterano possono essere ricollegati alle manifestazioni eruttive dei complessi vulcanici Tolfetano-Cerite-Manziate. La genesi dei Monti della Tolfa ha infatti come motore primario la forza del vulcanesimo che ha determinato il sollevamento delle formazioni preesistenti.
Nel caso della zona di Canale Monterano-Manziana la serie geologica osservabile risalente al Pliocene É costituita in parte da argille grigio-azzurre, sabbie argillose ed argille sabbiose, in parete da ignibriti e lave acide dei complessi vulcanici Tolfetano-Cerite-Manziate, immerse in una coltre di lave e tufi generati dall'apparato vulcanico Sabatino (Quaternario). La morfologia del territorio è costituita nel suo insieme da rilievi poco elevati (di poco superiori a 600m) mostra delle aree in cui il paesaggio è più aspro è caratterizzato da profonde incisioni che formano forre e canyons sul fondo dei quali spesso scorrono torrenti
Il reticolo idrografico, abbastanza esteso è rappresentato in genere da corsi d'acqua a carattere torrentizio, fa riferimento al Fiume Mignone, che con i suoi affluenti attraversa il territorio, riversandosi nel Mar Tirreno a Nord di Civitavecchia.

Nella zona sono osservabili, notevoli manifestazioni sulfuree, nei pressi di Manziana in località "La Caldara" e nella valle del Fosso del Bicione, sotto le rovine di Monterano.


Un Istrice

LA MOLA

A partire dalla seconda metà del '500 nasce una nuova sensibilità architettonica e urbanistica; l'idea di una città non vive più nella rigida "perfezione" di una astratta geometria, ma si apre, sia visivamente che concettualmente alla natura circostante, alle condizione ed alle esigenze della esistenza. Si cerca di risolvere razionalmente il problema della organizzazione urbana nelle sue varie componenti architettoniche, giuridiche, sociali, economiche.
E' in tale ottica che si pone Giorgio Santa Croce, nel pianificare il nuovo insediamento di Oriolo. Egli infatti si preoccupa non solo dell'aspetto strettamente edilizio, di costruire una città bella, ma anche di creare un sistema che garantisca il buon andamento dell'ingranaggio sociale, per la presenza di quei servizi funzionali che permettono lo svolgimento della vita attiva, ben regolata e produttiva di benessere.


Le Vasche termali presso la Mola

IL PALAZZO ALTIERI

Il palazzo Santa Croce (poi Altieri), fu edificato nel corso degli anni 1578-1585. Esso risulta, nella sua configurazione originaria, apprezzabile nella veduta affrescata al suo interno, un tipico palazzo-villa, che sviluppa in senso manieristico lo schema cinquecentesco di edificio a corpo centrale con loggiato tra corpi laterizi elevati in forma di torre; i quali, tuttavia, qui non ne delimitano l'assetto in forma chiusa, proseguendo la costruzione in altri due ulteriori elementi laterali che ne esaltano la propensione ad una spazialità aperta, protesa verso l'ambiente esterno.

Il loggiato centrale a cinque arcate e poggia sul sottostante vano rettangolare di pietra dura basaltica; i pieni e i vuoti della facciata costituiscono nel complesso un insieme armonico e signorile. La tradizione attribuisce la paternità del palazzo così come dell'intero quadro urbanistico, a Jacopo Barozzi detto il Vignola; cosa che risulta impossibile per la morte dello stesso nel 1573. Il palazzo raggiunse l'attuale configurazione nei secoli XVII-XVIII ad opera degli Altieri sotto la direzione di Carlo Fontana.

 Ai corpi esterni vennero aggiunte le due ali in direzione nord, così da creare un ampio cortile. Fu elevata in posizione asimmetrica, la torretta con l'orologio, abbellito l'ingresso con il ponte in pietra grigia basaltica e rifatta la bella fontana al centro della piazza antistante il palazzo. L'interno è articolato in ampi e ben distribuiti ambienti, decorati con stucchi, affreschi e pitture di buona fattura, alcune attribuite alla scuola di Taddeo Zuccari. L'arredo del palazzo è in gran parte disperso; ci che attualmente resta è originale del '600. Oltre al palazzo Altieri, particolare interesse rivestono la chiesa settecentesca di S. Giorgio, la chiesa di S. Anna, il Palazzo del Governatore, il complesso settecentesco della chiesa e del convento di S. Antonio.


Il Palazzo Altieri

IL PAESE

Oriolo Romano (in provincia di Viterbo), dista all'incirca 50 Km da Roma, è facilmente raggiungibile per la strada statale Braccianese. 

Sorge ad un'altitudine di 450m sul livello del mare ed è circondato da nord-est a sud dal sistema collinare dei Monti Sabatini, formanti l'invaso del vicino lago di Bracciano. 

Tutta questa zona è coperta da boschi di alto fusto; faggi secolari, cerri e castagni che formano un paesaggio ombroso e ameno, ottimo per escursioni e passeggiate in un luogo incontaminato e ospitale. 

Verso ovest la campagna presenta un aspetto vario, con l'alternarsi di lievi alture e terreni pianeggianti, solcati talvolta tra torrenti e fossi. In questo quadro naturale, particolare rilevanza assume la Faggeta, vasta estensione, appunto di faggi che, eccezionalmente, vivono ad una altitudine di 500 m per la presenza di un clima particolarmente favorevole.

Facilmente raggiungibile, partendo dalla Via Claudia, seguendo le indicazioni turistiche, essa è meta di piacevoli gite.

 

URBANISTICA

L'intento di Giorgio Santa Croce, fondatore di Oriolo, di realizzare una città ideale calata nella realtà, una "città felice" ordinata con leggi giuste., dove gli abitanti possano vivere nella concordia civile, nella sanità, in un benessere materiale e morale. 

Il luogo scelto é infatti ventilato ed asciutto, moderatamente elevato; l'impianto edilizio è determinato da tre strade orientate secondo l'angolo nord-sud, intervallate da linee parallele e ininterrotte di case e tagliate perpendicolarmente da due vie di collegamento. 

Il sistema sfocia a nord in un'ampia piazza assolata ed è recintato da mura non troppo sporgenti.. Con il suo impianto razionale ma non rigido, ordinato in un sentimento di amoroso rapporto con lo spazio esterno, Oriolo può essere stato un prototipo di analoghi insediamenti urbani nati in seguito nella zona.

 

 

 

 

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