![]()
|
2- GIUGNO 2001
Percorso Bus n°2 Fontana Rosa/Fossa Maiura/Alvito Partendo da Roma prendere l’autostrada A1 (ex A2) ROMA - NAPOLI (si può fare una sosta all’autogrill) uscendo al casello di FROSINONE. All’uscita del casello girare a Sinistra seguendo la strada per circa Km.8 fino a superare un incrocio con una grande chiesa sulla destra. Al successivo incrocio girare a destra per SORA. Dopo circa Km.2 girare a sinistra per prendere la Superstrada FROSINONE - SORA (SS 214). Percorrere tutta la Superstrada al termine della quale uscire e prendere a sinistra la Strada Provinciale SP54. Entrare a Sora e passare il ponte verso destra rimanendo sul lato destro del lungofiume (LIRI). A un certo punto sulla destra vi è un bivio a Y prendere a sinistra e percorrere fino all’indicazione della Statale SS666. Girare quindi a destra e prendere la Statale SS666 per Pescasseroli. Superare i paesi Campoli Appennino, Pescosolido (circa Km.13 dal bivio della statale per Pescasseroli) e al cartello per ALVITO girare a destra per arrivare a Fontana Rosa. Far scendere il Gruppo.Il pulmann dovrà proseguire sulla strada di Fontana Rosa per Alvito quindi attraversare un piccolo centro abitato (S. Onofrio) e al bivio prendere a destra per il Castello di Alvito. Aspetterà il gruppo al Piazzale sotto al Castello. Il gruppo scende a FONTANA ROSA, fontana dall' acqua freschissima. Si continua in basso lungo il letto asciutto del torrente tra ciottoli bianchi e siepi fittissime di rovi, cornioli, aceri, carpini e biancospini e superato una graziosa cappelletta bianca con tetto rosso e piccolo campanile, si prosegue passando accanto ad alcune aie e si sale a destra in corrispondenza di un gruppo di casolari incastonati in uno scasso di una vecchia cava di calcare. La carrabile cosparsa di breccia e delimitata dai fianchi aridi dei rilievi da un lato e da radi alberi (carpini, querce, fichi) o arbusti di rosa canina, si innalza e prosegue dritta in alto regalandoci una magnifica vista sulla montagna e svolta a sinistra attraversando alcune vallette coltivate con i metodi antichi dai soci di Cerere: ignoriamo i vari bivi che scendono alle vallette e facendo attenzione si scopre via via l' insediamento abbandonato e utilizzato solo come ricovero per le bestie. Ora si segue la strada che scende accanto a un vecchio pozzo di pietra raramente pieno proseguiamo diritto salendo lentamente lungo il fianco del monte cosparso di piccoli cespugli di santoreggia e di elicriso profumatissimi, finché, dopo una curva a destra, il sentiero ci porta all' abitato di LA CAPPUDINE, suggestivo borgo di casolari di pietra sparsi lungo il costone e mimetizzati tra la vegetazione e le rocce. Proseguiamo tenendo la destra. Si arriva in vista dei primi casolari di CORTIGNALE, invasi dalla vegetazione e sparpagliati lungo il colle: il loro stato è talmente buono ed in alcuni ritroviamo ancora gli strumenti del pastore e del contadino, vecchie botti, le cioce ..verrebbe voglia di chiudere gli occhi e vedere la vita che nell' ultimo secolo si è svolta tra quelle mura avvinghiate dall' edera. Merita una visita al pozzetto coperto e ad ogni casale fino al più recente, in alto, del 1905. Sono passate circa 2 ore dalla partenza. In breve, continuando a destra e superato un bivio, si arriva sul ciglio della gigantesca dolina: la FOSSA MAIURA. La vastità di questo invaso a forma di imbuto è veramente impressionante e numerose frane tendono ad allargarla sui bordi, mentre il fondo è cosparso di cavità e di vegetazione, che utilizza il particolare habitat creato dall' invaso umido per prosperare. Numerosi sono pure gli animali che trovano rifugio nella Fossa Maiura: non è raro intravedere falchetti involarsi dalle pareti. Anche i fianchi, su cui corre una strada sempre in via di smottamento, sono coperti da una variegata vegetazione di aroma-tiche, tra cui, oltre a quelle già citate, spiccano i rametti densi della ruta e i fitti cespugli spinosi del ginepro. Si va sulla sinistra e dopo un trivio (strada centrale) si percorre un viale con tornato da folte siepi e da ciliegi, sorbe, noci e noccioli, roverelle, carpini, biancospini, frassini, ailanti infestanti e ginestre. A terra lingue di cane, scrofularie, sclaree, speronelle, aglio orsino e rose canine. Qua e là pioppi bianchi e tremoli. Si riparte dirigendosi a sinistra e salendo al bivio per un sentiero tra i campi che ci riporta in breve sulla carrareccia principale. Arrivati a questa, tenendo la sinistra e seguendo la carrareccia, mantenendo la direzione verso Alvito, in circa un' ora si arriva ad alcuni casali e villette, quindi al vecchio cimitero, poco prima di ritrovarci al disotto del castello. Con una sosta per visitare il piccolo Borgo ristrutturato, si chiude la gita. |
Archivi in costruzione ... Tra breve saranno disponibili molte altre informazioni...
Cerchi altro ?
Lo sapevi che organizziamo anche altre uscite non in programma ?